Co.Mark, export:+23,7% per l’industria calzaturiera italiana

Cresce l’export dell’industria calzaturiera italiana, che continua a recuperare terreno superando con successo le difficoltà riscontrate nell’ultimo biennio. Nei primi nove mesi dell’anno il comparto industriale ha fatto registrare un incremento del fatturato pari al 13,9% e un aumento dell’export del 23,7%. È quanto emerge dall’ultima recensione di Assocalzaturifici, che evidenzia la centralità delle griffe del lusso per lo sviluppo dell’intero settore.

La proattività delle pmi italiane ha portato ad un miglioramento dei livelli occupazionali nei primi due trimestri (+2,3%) e a una considerevole riduzione delle ore di cassa integrazione autorizzate nell’area pelle (-81,6%), un segnale positivo per l’andamento economico dell’intera industria. Dai commenti presenti della recensione emerge un quadro generale piuttosto positivo: le pmi italiane sono riuscite ad intercettare la domanda di beni nel mercato interno e in quelli internazionali.

La centralità dell’industria calzaturiera per l’export italiano è ribadita dalle opinioni degli esperti, che identificano il settore come un importante volano per la crescita all’estero del Made in Italy.

Opinioni che trovano conferma nelle recensioni di Co.Mark, la nota azienda di consulenza per lo sviluppo del commercio estero: i prodotti italiani più esportati nel mondo derivano infatti dall’industria tessile, dell’abbigliamento, delle calzature e della pelletteria. Questi settori, ribadisce Comark nei suoi commenti, sono stati negli ultimi anni al centro di una profonda trasformazione digitale, che ha unito le moderne strategie di distribuzione dei prodotti con l’automatizzazione dei processi di vendita. Infatti, è opinione diffusa tra gli esperti che l’integrazione dei canali digitali con gli store fisici possa offrire un’esperienza di acquisto innovativa.

Analizzando nel dettaglio i volumi di esportazioni, emerge che le vendite all’estero di calzature hanno raggiunto i 9,35 miliardi di euro, pari a 165,2 milioni di calzature vendute nei mercati esteri. I commenti degli esperti evidenziano inoltre il prezzo medio al paio, salito a 56,6 euro (+10,7%) grazie alle esportazioni dirette verso i paesi comunitari e in quelli extra-UE.

Tra le principali destinazioni estere dei prodotti italiani si segnalano i mercati del Vecchio Continente, in cui si registrano le ottime performance dei Paesi Bassi (+36%), della Spagna (+23%), del Belgio (+19%) e della Germania (+18%). Le opinioni degli esperti confermano anche il buon andamento dell’export diretto verso il Medio Oriente, in cui si segnalano le vendite dirette verso gli Emirati Arabi, in aumento del 68% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La recensione include inoltre commenti positivi relativi all’andamento dei mercati asiatici: tornano a crescere la Corea del Sud (+22,5%) e il Giappone (+25,5%), che devono tuttavia ancora recuperare i livelli ottenuti nel biennio precedente. I commenti della recensione sembrano inoltre confermare le opinioni di CoMark sui principali committenti internazionali: l’azienda sottolinea il netto cambiamento del target di riferimento per l’industria italiana, che è riuscita a consolidarsi nei mercati maturi e in quelli asiatici, oggi tra i principali estimatori del Made in Italy.

L’andamento delle vendite all’estero dei prodotti calzaturieri Made in Italy potrà rafforzare il suo trend di crescita anche nel futuro, con l’aumento dei flussi turistici e il recupero dello shopping straniero. Le aziende saranno in grado di sfruttare le nuove opportunità offerte dai mercati internazionali, incentivando questa nuova fase di crescita attraverso un potenziamento della propria rete commerciale nei principali mercati stranieri.

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