Il lievito madre una risorsa naturale in cucina

Grazie ai prodotti di ultima generazione oggi in commercio sono disponibili comode soluzioni in polvere

Fra gli ingredienti più utilizzati, insieme alla farina, il lievito madre è la forma più antica di lievitazione di cui l’uomo si è mai servito.

Nato 5mila anni fa nell’allora Mesopotamia, alla confluenza fra i fiumi Tigri ed Eufrate, il lievito madre, conosciuto anche come pasta madre, è un ingrediente assolutamente naturale per preparare pane e dolci.

La produzione casalinga del pane nasce storicamente grazie all’uso di questo lievito, e oggi viene riscoperta in forza di un utilizzo più sostenibile e naturale degli ingredienti, che transitano nelle nostre cucine. Con la pandemia lo scorso anno in molte famiglie si è iniziato a produrre il pane in casa, ridando fiato alle antiche pratiche, scoprendo le potenzialità di ingredienti naturali, ottimi per la nostra salute.

Scopri di più sul lievito madre, considerando che le nostre nonne e bisnonne lo usavano abitualmente quando l’industria alimentare era ancora agli albori. All’epoca le famiglie conservavano con tutte le cure questo prezioso ingrediente, non soltanto per preparare il pane ma anche per gustose focacce, biscotti, e tutta un’altra serie di manicaretti.

In fatto di composizione il lievito madre vanta la presenza di lieviti, batteri dell’acido lattico e dell’acido acetico che, grazie a specifiche attività sprigionano gas, soprattutto anidride carbonica e tutta una serie di acidi organici, che incentivano la fase di lievitazione. Il processo di lievitazione dona sapore e aromi naturali, rende i cibi maggiormente digeribili, regala consistenza alle preparazioni, e permette di conservare nel tempo il valore nutrizionale degli alimenti, con grandi benefici anche per gli sportivi. 

Come si usa

Per un utilizzo corretto del lievito madre è importante non commettere errori e, soprattutto, non servirsi di questo ingrediente come se fosse un lievito di birra. E’ uno sbaglio imperdonabile usarlo appena tolto dal frigo o dalla dispensa, e collocarlo direttamente nell’impasto per attendere la fase di lievitazione. 

Questa tipologia così particolare di lievito deve essere preparata a dovere prima di essere usata. Se preso direttamente dal frigorifero, è necessario lasciargli assumere la temperatura ambiente, facendolo riposare almeno un paio d’ore, soprattutto nella stagione più fredda.

Oggi però grazie ai prodotti di ultima generazione in commercio sono disponibili comode soluzioni in polvere, che possono essere aggiunte direttamente alla farina, evitando di scioglierle in acqua. Queste proposte, amate anche dai professionisti, consentono di non rinunciare ai benefici di un prodotto così prezioso, risparmiando tempo.

Quel che è certo è che in fatto di dosi da utilizzare è bene rifarsi ai consigli degli esperti, e seguire attentamente le ricette, perché ogni preparazione vanta una quantità diversa, e soprattutto dipende dalla porzione di lievito di birra adoperata come innesco. 

Perché il lievito madre è importante

Trattandosi di un prodotto naturale, la lievitazione è in grado di regalarci un alimento sicuramente più digeribile, perché i microrganismi che agiscono in fase di lievitazione producono una sorta di fase di pre-digestione.

L’uso del lievito madre è straordinariamente importante per la nostra salute. E’ bene sapere che, durante il processo di lievitazione, i lattobacilli svolgono una specifica funzione di contrasto nei confronti dei batteri patogeni presenti negli alimenti.

Non dimentichiamo inoltre che il lievito madre dona ai cibi un sapore straordinariamente intenso.

Un alimento che va oltre mode e tendenze

Riscoperto un po’ per moda dalla gente comune, il lievito madre è in grado di andare oltre le tendenze se chi lo sceglie ne valuta le reali potenzialità. Un ingrediente così virtuoso è tenuto in seria considerazione dai panificatori, che lo scelgono come elemento di punta, e lo utilizzano per sperimentare a tutto tondo.

I prodotti realizzati con questo ingrediente vantano caratteristiche organolettiche superiori alla media, hanno tempi di conservazione decisamente più lunghi, resistono alle muffe e hanno un sapore più gradevole al palato.

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