Tra mito e realtà: le pseudoscienze. Tutto ciò che c’è da sapere 

Nel corso del tempo, lo sviluppo della scienza – assieme a quello tecnologico – ha ampliato la visione del mondo. Se nel passato alcuni filosofi hanno divulgato teorie e concetti di stampo scientifico, un forte argomento – ancora oggi – è quello che riguarda le pseudoscienze. È un dato certo che l’innovazione abbia condotto a specifici vantaggi, ma la nostra può essere considerata un’epoca scientifica? Se una fetta di popolazione si affida alla scienza, l’altra parte tende ad affidarsi a pratiche e credenze pseudoscientifiche.

Ma cos’è, nello specifico, una pseudoscienza? 

Nell’epistemologia, questo termine, indica ogni teoria, metodologia o pratica che afferma, pretende o vuole apparire scientifica ma che tuttavia non ha alcuna aderenza al metodo scientifico. Secondo fonti certe, infatti, viene chiamata pseudoscienza qualsiasi dottrina che ha dei presupposti sperimentali. Tra le pseudoscienze più conosciute troviamo: l’astrologia, lo spiritismo, l’ufologia, la superstizione, le pratiche mistiche, extrasensoriali e paranormali.

Queste ultime generano nell’individuo una particolare curiosità e attrazione. Le persone, proiettandosi in questi contesti, pretendono di avere risposte specifiche a determinate domande. In questa prospettiva – oramai diffusa – non si tiene conto, però, della notabile differenza tra ciò che è possibile e ciò che è impossibile. Gli atteggiamenti pseudoscientifici nascono da una mancata conoscenza.

La scienza, ovvero un sapere pubblico, universale, disponibile al controllo è “fondato sul principio dell’uguaglianza delle intelligenze”, richiede obiettività, diligenza e confronto scientifico. Nel momento in cui si elabora una teoria o si effettua un determinato esperimento, infatti, è necessario riferire le dinamiche negative e positive. 

Cosa vuol dire questo? Tra mito e realtà…

Questa breve analisi mette in luce che la scienza va a pari passo con la logica, mentre la pseudoscienza non offre nulla di razionale e, pertanto, non ha natura controllabile. Tra mito e realtà, le pseudoscienze utilizzano un linguaggio profetico ed enigmatico, e non un linguaggio sperimentale. Per intenderci, il linguaggio scientifico è pubblico e universale, mentre quello pseudoscientifico adotta un codice segreto e occulto. Per nulla indifferente alle esigenze umane più profonde, la scienza è nella realtà il miglior strumento di conoscenza che l’uomo sia riuscito a realizzare.

Di tipo dogmatico e illusorio appaiono quelle discipline “infondate”. Gli pseudoscienziati sono spesso persone di scarsa cultura scientifica e/o medica e si avvalgono del supporto di scrittori, giornalisti, avvocati, politici e diramatori. Molto spesso vengono identificati come dei veri e propri manipolatori che, nell’approfondimento di una teoria, tengono all’oscuro i metodi che utilizzano perché – da quanto sostengono – si basano su principi o regole speciali che se andassero scoperti non avrebbero più una certa valenza.

Gli pseudoscienziati, a differenza degli scienziati, comunicano attraverso riviste, quotidiani, programmi tv e, soprattutto, social networks. Diversamente, gli uomini di scienza agiscono in modo apodittico con se stessi e con gli altri, al fine di rendere noti i rischi e pericoli sensibilizzando e informando la società, attraverso la pubblicazione di dati e teorie utilizzate. È fondamentale, ad oggi, concepire un’immagine del mondo non alterata e controproducente per i futuri eredi della Terra, sviluppando una corretta capacità di giudizio critico e un degno spirito di tolleranza e democrazia.

Solo così facendo si potranno abolire tutte quelle fittizie supposizioni e, perché no, anche fake news volte ad alimentare inutili allarmismi. 

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