Il calcio che fa? si riprende a giocare?

Il calcio ed il mondo del pallone è nel caos più totale, un po come tutti quanti i settori che alimentano la vita quotidiana di ognuno di noi. Oggi c’è stata una riunione importante, per comprendere quando poter far ripartire il calcio in Italia, Parliamo della terza industria del nostro paese, che produce circa il 13% del Pil. Alla riunione ha presto parte il Ministro per lo Sport Spadafora e tutte le più alte cariche del calcio italiano. Alla fine della giornata e della lunga discussione c’è stata la più classica delle fumate grigie. Nulla è stato deciso, troppe le difficoltà emerse e le incongruenze tra club, e tra le stesse società ed il Governo. Una situazione di stallo difficile, dalla quale però molto presto dovranno emergere risposte e soluzioni valide, che vadano in senso o in un altro.

Le parole del Ministro

 “Ho ascoltato con grande attenzione le diverse posizione. Nei prossimi giorni mi confronterò con il Ministro della Salute e il comitato tecnico scientifico e prenderemo una decisione”. Queste le parole del Ministro, che praticamente rimetterà il mandato nelle mani del Ministero della Salute, e del comitato scientifico. Questa comunque è la strada maestra che stanno perseguendo tutti i settori, da quello industriale a quello turistico, agroalimentare ecc. Il parere scientifico in questo caso è realmente il più importante, ed in grado di fornire le risposte più accurate ed accreditate.

Le posizioni dei club

Per ciò che concerne le posizioni dei club circa la possibile ripresa del calcio giocato, le posizioni sono in alcuni casi differenti. Alla fin dei conti però tutte convergono su un punto. per giocare bisognerà garantire le condizioni massime di salute e salubrità dei vari impianti ospitanti. Nessuno vorrebbe infatti incorrere in contagi tra gli atleti, che comporterebbero una serie di problematiche sia sanitarie che legali. In sostanza, l’impressione è che a parole siano tutti pronti a tornare in campo, ma nei fatti un eventuale stop definitivo non sarebbe poi così sgradevole.

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