Il 2020 sarà l’anno del biologico e del km0

Nel 2020, finalmente, stiamo assistendo ad una sorta di rivoluzione culinaria. Da qualche anno a questa parte, le grandi reti hanno dato ampio spazio alla cucina e alle sue materie prime. Le televisioni, dunque, si sono riempiti di termini come “biologico”, “chilometro zero” e, soprattutto, “naturali”. Finalmente, dunque, in tavola non viene apprezzata solo la quantità della proposta, ma anche la qualità.
Per andare, però, alla ricerca del meglio, in campo di salumi, è necessario fare un’ulteriore distinzione, un salto in avanti che permetta anche al cliente finale di apprezzare, e comprendere, tutti i processi e le lavorazioni che si nascondono dietro un prodotto di prima fascia: la presenza dei conservanti.
Nitrati e nitriti sono considerati, nel settore, ciò che distinguono un prodotto di fascia bassa da uno di prima qualità. Per raggiungere, infatti, la stagionatura necessaria per non sfruttare questi additivi serve rifarsi a ricette secolari, tramandate nel corso del tempo. E’ il caso, ad esempio, del Prosciutto San Daniele DOP o del Prosciutto di Parma DOP.
Anche tra i Sassi di Matera è possibile rifarsi a questa tradizione e a beneficiarne sono i nostri salumi. Oppure preferite mangiare il cibo del futuro.

La sopressata: una tradizione lucana millenaria dal sapore inconfondibile
La sopressata è la regina dei salumi della Basilicata, e si accompagna con quasi tutti i piatti della tradizione di questa terra. La sua ricetta viene tramandata dai tempi dei latini, e si dice che sia necessaria una grande maestria per padroneggiarla totalmente. Naturalmente, grazie ad internet, è diventato più semplice avere accesso a questo sapore eccezionale, si può comprare la soppressata su SaporideiSassi.it così come su tanti altri e-commerce gastronomici.
Questa, infatti, è un insaccato nobile, poiché si ottiene dalla parte più pregiata del maiale: il filetto. Assieme ad esso, vengono mescolati anche parti di coscia e di lardo, che sono necessari per rendere il prodotto finale saporito al punto giusto.
La ricetta di questo prodotto è uno di quei capisaldi che vengono tramandate di generazione in generazione, e richiedono olio di gomito, cura e strumenti che appartenevano ai nostri nonni, dal tritacarne manuale al tompagno in legno. Una volta preparato l’impasto, va condito con sale e pepe nero in grani. Infine, vi è l’ultima fase, quella dell’insaccatura, eseguita con budelli rigorosamente naturali, e della pressatura, che sfrutta la forza di gravità per compattare il composto per le successive 24 ore.
Una volta completato il tutto, sarà necessario far asciugare la sopressata per almeno una cinquantina di giorni, prima di proporla in tavola. Il risultato sarà un salume ricolmo di sapori che richiamano la tradizione. Si dice, infatti, che sia uno dei pochi salumi a non aver bisogno di un companatico, poiché il suo gusto è talmente intenso da dominare sugli altri alimenti. Viene utilizzata, nella tradizione popolare, per arricchire il sapore di piatti poveri, come le lenticchie, fave e insalate.
La soppressata, in sintesi, non ha bisogno di accompagnatori.


E’ sempre meglio scegliere l’eccellenza dei salumi naturali senza conservanti:

ecco perché
I prodotti migliori si ottengono senza scorciatoie. Bisogna usare materie prime di altissima qualità e con ricette antichissime. L’unico modo che si ha per tutelare questi patrimoni culturali e gastronomici è quello di preservare la tradizione selezionando solo i prodotti migliori. In questa logica va anche visto il mancato utilizzo di nitrati e nitriti, poiché sono coloro che permettono alle grandi industrie una produzione su larga scala.
In questi frangenti, infatti, vengono notoriamente utilizzati tutti i tagli di carne, con ben poche distinzioni, e la presenza di nitrati e nitriti per la lunga conservazione viene espressamente indicata nell’etichetta.
Il prodotto artigianale, quello sfornato dopo mesi e mesi di preparazione, è un discorso a parte. La soppressata, ad esempio, può essere conservata su delle tegole di legno, al fresco, per quasi un anno. La sua durata non è influenzata dalla presenza di additivi, poiché è un prodotto completamente naturale, ma è coadiuvata dalla presenza del sale e delle altre spezie. In sintesi, con un prodotto artigianale e che rispetta la tradizione si può ottenere una conservazione che va ben oltre il classico prodotto da scansia del supermercato.


Scegliere la qualità di un cibo homemade significa proprio questo: cogliere tutte le potenzialità di un prodotto, assaporandone fino in fondo la millenaria tradizione. Assaggiare salumi naturali senza conservanti, in fondo, significa proprio questo.

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