Cartomanzia, un’arte che è nata nell’antichità

Si sente spesso parlare della cartomanzia, ma in realtà pochi sono a conoscenza del fatto che non ci sono delle versioni concorde circa l’origine di quest’arte. Secondo alcuni studiosi, l’arte della cartomanzia sarebbe da far risalire agli antichi cinesi, e in quel caso si tratterebbe di una sorta di derivazione del domino. No, non stiamo parlando del classico gioco da tavolo, dato che nell’antichità con tale termine si indicava uno strumento che aveva come scopo principale quello di leggere la volontà degli dèi.

Altri studiosi, invece, fanno risalire la nascita della cartomanzia a tutt’altro popolo, indicando gli egizi come i “padri fondatori” di tale arte. Una tesi che viene sostenuta con molta forza da uno studioso francese, ovvero Alliette. Correva il 1779, infatti, quando Alliette pubblicò un particolare saggio che riguardava proprio tale tematica. Ebbene, in quel libro sottolineava come furono gli egizi ad avere il merito di aver creato la cartomanzia. Non solo, dato che Alliette nel suo saggio mise in evidenza come l’unico libro che non finì carbonizzato nel drammatico incendio che colpì la biblioteca di Alessandria, trattava proprio la tematica della cartomanzia, esattamente come era praticata nell’antico Egitto.

La cartomanzia al giorno d’oggi

È chiaro che pensare alla cartomanzia con le modalità con cui veniva praticata nell’antico Egitto, ovvero non usando delle carte, ma delle sottili foglie d’oro su cui venivano incisi dei geroglifici misteriosi, fa senz’altro sorridere. Al giorno d’oggi è tutto molto più semplice e accessibile, anche visto uno strumento così facile da usare e immediato come il web. Sono tanti i portali che si occupano di cartomanzia: ad esempio, su cartomanziaevolution.it troverai cartomanti professionali e capaci. È chiaro che oggi si punta a interpretare quelle che sono le carte dei tarocchi, mentre nel Rinascimento pare che le carte dei tarocchi venissero impiegate più che altro come delle vere e proprie rappresentazioni mistiche e simboliche.

La diffusione dell’uso delle carte

Con il passare del tempo, chiaramente, non venivano più usate le foglie d’oro egizie, ma anche i geroglifici vennero sostituiti da delle figure di carattere simbolico. Le prime testimonianze storiche di cui abbiamo traccia risalgono all’epoca medievale, sia in Spagna che in Germania, per poi diffondersi anche nel vicino territorio francese.

Correva l’anno 1540 quando si provò ad assegnare per la prima volta delle regole ben determinate e precise a una vera e propria arte divinatoria. Fu Guillaume Postel, infatti, ad occuparsi della pubblicazione di un tomo, intitolato “Clef des Choses cachées”, ovvero “Chiave delle cose occulte”, dove venne codificata per la prima volta l’arte della cartomanzia così come la conosciamo al giorno d’oggi, così come si parlò dei tarocchi, anche se chiaramente con alcune caratteristiche differenti, come li conosciamo oggigiorno.

Le carte dei tarocchi

Sono ben 78 le carte che compongono i tarocchi che vengono impiegate per quest’arte divinatoria. Un mazzo di carte che si può suddividere in due gruppi ben distinti. Da una parte, infatti, ci sono gli Arcani minori, che sono ben 56, e dall’altra ci sono gli Arcani maggiori, che sono invece solamente 22. Per quanto riguarda gli Arcani minori, va sottolineato come presentano un’ulteriore suddivisione al loro interno, dato che vengono differenziati nei quattro semi principali, ovvero spade, bastoni, denari e coppe. Gli Arcani maggiori, infatti, vanno a rappresentare una folta gamma di figure di natura simbolica, che sono strettamente correlate a dei concetti che è giusto esprimere come universali. Basti pensare che alcuni Arcani maggiori individuano quella che è la ruota della fortuna, oppure rappresentano il concetto di giustizia, ma anche figure come l’impiccato, la torre, piuttosto che l’eremita, la papessa, il matto, gli amanti e così via.