I mezzi di micromobilità elettrica ai tempi del Coronavirus: l’evoluzione

Negli ultimi anni, l’inquinamento atmosferico e del riscaldamento globale del Pianeta hanno avuto un impatto discutibile tanto da portare a nuove soluzioni sostenibili. 

La micromobilità elettrica è un tema importante per il nostro Paese, soprattutto dopo il recente adeguamento del Codice della Strada. Questa soluzione viene adottata proprio per fronteggiare queste fratture di inquinamento, con l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera causate dalla “pesante” circolazione delle automobili. 

Ma prima di parlarvi dei mezzi di micromobilità, facciamo un passo indietro e spieghiamo le origini di questi piccoli veicoli elettrici. 

La micromobilità nasce in forma sperimentale nell’estate 2019, per poi dare il via libera all’inizio del 2020. Monopattini, hoverboard, segway e monowheel sono stati equiparati alle biciclette e obbligati al rispetto dei limiti del Codice della Strada. 

Repower – gruppo internazionale attivo nel settore energetico – ha dato luce a un focus riguardante l’impatto della pandemia rispetto alla mobilità in generale. Il documento, diviso in capitoli, analizza come nel 2020 siano cadute le immatricolazioni di veicoli, registrando un calo del 28% (il dato peggiore dagli anni ’70). 

Stando a quanto riportato da questa analisi, la micromobilità tenderà a crescere sempre di più nel futuro. Protagonista assoluto di questo capitolo moderno è il monopattino che vede un balzo dalle 4.900 unità del dicembre 2019 alle 27.150 del dicembre 2020. 

Gli effetti sociali del Covid-19, in relazione al settore della mobilità e sulle nuove modalità di fruizione dei veicoli, dimostrano che il 34% delle persone ha revisionato le proprie modalità di spostamento a causa delle restrizioni. Al momento, però, l’auto resta il mezzo preferito e più sicuro per la gran parte della popolazione.

Hoverboard e segway, l’exploit dei veicoli atipici

Tante le innovazioni tecnologiche legate all’ambito della sostenibilità. Tra i più comuni su strada troviamo: monopattini, segway, hoverboard e monowheel. La loro circolazione è stata regolarizzata con la legge 28 febbraio 2020, n. 8, introducendo “disposizioni sulla circolazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica e sui veicoli atipici”. Questi ultimi sono equiparati al velocipede (bicicletta) e obbligati al rispetto delle norme stradali. 

Ma qual è la differenza tra hoverboard e segway? 

Spesso questi mezzi vengono fraintesi tra di loro, ecco di seguito le principali caratteristiche. L’hoverboard – in italiano scooter elettrico autobilanciato – è un dispositivo unico, più specificamente un acceleratore di trasporto vero e proprio. È molto leggero e ha un’autonomia fino a 20 Km circa, con la capacità di raggiungere i 15 Km/h di velocità massima. 

Il segway, invece, è un vero e proprio mezzo di trasporto a trazione elettrica. (maggiori informazioni qui) In questo caso si tratta di un monopattino intelligente in grado di compiere alcune manovre automaticamente. Questo mezzo può raggiungere una velocità di 20 Km/h, con un’autonomia che arriva fino a 40 Km in base al modello.

Mentre per hoverboard, monowheel e segway l’uso ad oggi risulta poco abituale, quello dei monopattini elettrici sta crescendo in modo significativo. La pandemia da Covid-19 ha determinato uno sviluppo di questi mezzi di trasporto individuali, specie nel post lockdown. 

Sono prevalentemente i giovani a scegliere questa modalità di spostamento; tra i contesti urbani che hanno dimostrato di saper rispondere con immediatezza alla chiamata della micromobilità elettrica c’è Milano. Il capoluogo della Lombardia rientra tra le aree più favorevoli alla tematica odierna, a seguire ci sono: Torino, Venezia e Firenze. È importante ricordare che l’adeguamento delle infrastrutture che possono garantire la circolazione sicura di monopattini, segway e hoverboard è ancora in corso e nei prossimi mesi – probabilmente – ci saranno nuove decisioni. Altro step da fare, al momento, sarà sicuramente quello di incrementare la presenza delle piste ciclabili e migliorare la pavimentazione stradale.

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