L’italia un Paese di migranti

L’Italia, dall’inizio della sua storia (unità d’Italia) ma anche prima, è stata un paese di migranti, e in particolar modo di emigranti. Dal 1876 al 1976 si stima che partirono oltre 24 milioni di persone. L’apice ci fu nel 1913 prima della prima guerra mondiale con la diaspora italiana con circa 870.000 persone che sono emigrate dall’italia.

In questo lasso di tempo l’immigrazione in italia era praticamente sconosciuta, l’unica immigrazione che si registra in quel periodo è dopo la seconda guerra mondiale d con l’esodo istriano o il rientro degli italiani dalle ex-colonie d’Africa.

Questi fenomeni sono però del tutto irrilevanti, e molto sporadici, tant’è che l’Italia rimase un paese con saldo migratorio negativo; Il fenomeno dell’emigrazione cominciò a diminuire in modo sostanziale solamente a partire dagli anni 70 con il miracolo economico.

http://www.viv-it.org/schede/grafico-1-picchi-dell%E2%80%99emigrazione-italiana-destinazioni-principali-1946-1990
  • Dal 1876 al 1900, oltre 5 milioni di emigrati; la maggioranza dei migranti parte dalle regioni del Nord Italia
  • Dal 1900 al 1915, quasi 9 milioni di emigrati
  • Dal 1915 al 1945, circa 4 milioni di emigrati
  • Dal 1945 al 1976 quasi 5 milioni di emigrati, in prevalenza dal sud
  • Dopo il 1976, si inverte il flusso (specie dopo il 1995) ed arrivano piu’ immigrati di emigrati (il fenomeno si attenua dal 2010)

Emigrazione Italiana dei nostri giorni, la fuga di cervelli

Dati interessanti sul saldo migratorio si possono trovare sul sito dell’istat: https://www.istat.it/it/archivio/migrazioni

Il fatto quotidiano riporta in un articolo del 2018 un dato sconcertante: 287mila italiani fuggono all’esterno siamo tornati ai dati degli anni ’50.

L’articolo in questione titola: Emigrati, 2018: fuga dall’Italia. In un anno via in 285mila: siamo tornati ai livelli record degli Anni 50

Altro dato allarmante è la nostra posizione nella classifica di Ocse che segnala come l’Italia sia tornata ai primi posti nel mondo per emigrati, per la precisione siamo ottavi, dopo il Messico e prima di Viet nam e Afghanistan.

Ora alla affermazione si ma noi emigriamo per lavorare: come si risponde?

E’ vero ma lo fanno tutti, si emigra per trovare condizioni di vita migliori, altrimenti non si emigra, la differenza sostanziale è che gli italiani partono con un formazione e competenza spesso maggiore e ci portiamo dietro comune una nazione con una storia e cultura millenaria.

Non è stato sempre così siamo emigrati per anni, e in alcuni stati importati per popolare delle zone incolte, vedi Brasile ed Argentina.

In America siamo andati con il mito per poi in gran parte fare gli straccioni.

In svizzera invece ci si andava già con un contratto, poi però prese le case ospitavamo parenti di nascosto che alimentavano il lavoro nero.

Se hai deciso di emigrare, potresti leggere questo articolo: https://comefare.online/lavoro/come-fare-ad-emigrare-dallitalia/

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