Il libero professionista può chiedere il mutuo senza avere la busta paga?

Hai un’attività professionale autonoma regolare e desideri acquistare casa chiedendo un mutuo? Oggi vedremo in che modo potrai accedere al prestito e quali sono le condizioni necessarie per ottenerlo. Ciò che è certo è che anche chi non ha una busta paga deve pur sempre dimostrare la propria affidabilità dal momento che il mutuo, che sia esso a tasso fisso o variabile, costituisce un grande impegno di lungo periodo. Pertanto vale la pena soffermarsi un attimo sull’attuale mercato del lavoro diventato sempre più flessibile e, per così dire, “liquido”.

Puoi acquistare casa senza busta paga?

Sappiamo bene come il mondo del lavoro non sia lineare come un tempo. Ai pochissimi contratti a tempo indeterminato si sono affiancate modalità alternative e, forse, un tantino precarie, come i contratti a tempo determinato, le collaborazioni autonome, i voucher, i contratti a chiamata e così via. Se così fosse nessuno tranne il dipendente pubblico potrebbe acquistare casa perché è risaputo che le banche concedono prestiti e finanziamenti solo a chi ha rendite garantite fisse. Ebbene, non è esattamente così. Dipende sempre dal caso. 

Innanzitutto è prassi ormai consolidata chiedere un mutuo in percentuale ridotta rispetto all’intero valore dell’immobile. Per esempio se una casa costa 100 mila euro il richiedente otterrà con maggior facilità un mutuo da 60 mila euro mentre verserà i restanti 40 mila come anticipo. Molto spesso le persone si fanno aiutare dalla famiglia, soprattutto i giovani che acquistano la loro prima casa e, per questo, è molto raro che una richiesta di mutuo venga accettata per l’intero valore del bene oggetto della transazione. 

L’importante è avere garanzie sufficienti 

Pertanto se lavori da autonomo e credi di avere risorse a sufficienza per procedere non è detto che la banca ti dirà di no. Tutto dipende dalla cifra richiesta, dalla durata del prestito, dalle entrate annuali che puoi certificare e, soprattutto, dall’eventuale presenza di un garante o dalla disponibilità a procedere tramite fideiussione. In altre parole se garantirai alla banca che il credito a te erogato sarà certamente ripagato, in un modo o nell’altro, il prestito verrà concesso. 

Per ovviare a questa problematiche e aiutare i giovani a fare questo grande passo il Governo ha istituito il Fondo Governativo di Garanzia. Grazie ad esso il Governo si fa garante per il 50% del mutuo, a patto che ci siano tutte le garanzie per la copertura dei richiedenti per l’intera somma di transazione. 

Tale Fondo è gestito da Consap SPA ed è stato istituito con il Decreto Interministeriale del 31 luglio 2014. Grazie al protocollo d’intesa tra MISE e ABI è stata aggiunta questa ulteriore possibilità per i giovani di avere accesso ad un mutuo, anche se questi lavorano in modo autonomo. 

Considera anche i costi aggiuntivi del mutuo 

Ciò che è importante considerare è che la casa è una transazione importante che comprende costi extra come perizie, atti notarili, spese accessorie di gestione del mutuo e di incasso della rata, ipoteca e così via. Prima di procedere è sempre importante comprendere quali sono le nostre reali possibilità economiche e, soprattutto, se saremo in grado di assolvere all’impegno mensilmente conducendo una vita dignitosa. 

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